“Vogliamo favorire il dialogo tra scienza e società” – Intervista alla prof.ssa Antonella Viola

Intervista alla prof.ssa Antonella Viola, direttore scientifico di IRP, sulle novità introdotte e le sfide che attendono i ricercatori nel 2018

Prof.ssa Viola, come sono stati questi primi cinque mesi alla direzione scientifica?

C’è stato molto lavoro da fare, ma sono stati entusiasmanti. Dopo il cambio di statuto, ci siamo subito occupati di creare il Consiglio scientifico e lo Scientific Advisory Board. Il primo è formato dai principal investigator dei nostri 24 gruppi di ricerca. Sono persone con competenze diverse che mi affiancano nell’individuazione delle linee di ricerca. Il secondo, invece, ha il compito di dettare le linee guida dell’Istituto e, soprattutto, di valutare la ricerca svolta. Ne fanno parte scienziati di fama internazionale che hanno accettato immediatamente l’incarico. Si tratta del prof. Lorenzo Moretta, già direttore dell’Istituto Gaslini di Genova, della prof.ssa Ilaria Capua, direttrice del progetto “One Health” all’Università della Florida, e del prof. Andrea Biondi, direttore della Clinica Pediatrica dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca Ospedale San Gerardo. 

La ricerca, per funzionare al meglio, necessita anche di condizioni che valorizzino il capitale umano e le infrastrutture esistenti. Come si sta muovendo l’IRP in tal senso?

Abbiamo costituito tre gruppi di lavoro su tematiche specifiche. Il gruppo cultura definisce i seminari interni che si svolgono settimanalmente e coordina un nuovo progetto rivolto alla formazione dei dottorandi che, oltre a imparare a lavorare al bancone, devono crescere anche dal punto di vista culturale. Il gruppo comunicazione elabora strategie per la comunicazione della scienza ai non addetti ai lavori. È nostro dovere far conoscere ciò che facciamo e quali sono le scoperte, ma vogliamo soprattutto rappresentare una fonte attendibile di informazione scientifica per la città. Il gruppo facilities, infine, vuole valorizzare le piattaforme tecnologiche a disposizione dei nostri ricercatori, con la possibilità di aprirle all’esterno per offrire un servizio ai colleghi dell’Università di Padova. Al momento abbiamo individuato due piattaforme inerenti la citoflorimetria e la bioinformatica.

Di recente IRP ha proposto un proprio bando. Qual è stata la risposta?

Ad ottobre è stato pubblicato il primo bando per il finanziamento di progetti di ricerca interni, afferenti ad ambiti ben precisi. L’esito è stato soddisfacente e, dopo attento esame, ne sono stati selezionati cinque. Due, del valore di 50mila euro ciascuno, permetteranno di portare a termine o ampliare i risultati di una ricerca già sostenuta con bandi nazionali. Una promettente ricercatrice under 35, che ha ottenuto 100mila euro, potrà portare avanti la sua formazione in un centro all’estero per un anno. Per questa call abbiamo ricevuto pochissime richieste e ciò mi dispiace perché la mobilità internazionale è un’occasione che un giovane ricercatore dovrebbe cogliere per la sua formazione. Non ha nulla Viola2a che vedere con la fuga dei cervelli che lasciano l’Italia perché non trovano lavoro.

Passando alla fascia degli under 45, sono giunti ben otto progetti, uno dei quali si è aggiudicato 97mila euro. Grazie alla collaborazione con Fondazione Penta, invece, che lavora nell’ambito delle malattie infettive del bambino, è stata cofinanziata una ricerca sulla sepsi neonatale e pediatrica (200mila euro in tutto). Spero che la sinergia instaurata con Fondazione Penta possa trovare eguali in altri bandi con altre realtà che abbiano una progettualità scientifica comune alla nostra.

Quest’anno i ricercatori sono attesi da un importante evento: il retreat scientifico. Quali sono gli obiettivi?

Si tratta letteralmente di un ritiro che IRP organizza per la prima volta e che vogliamo rendere un evento annuale. Nel corso di una due giorni che si svolgerà ad aprile, verranno esposte tutte le linee di ricerca utili a definire la programmazione degli anni a venire. Sarà un momento di formazione e confronto per dare a tutti una fotografia chiara di quello che si sta facendo. Ampio spazio verrà dato ai giovani, che dovranno illustrare le ricerche mediante una presentazione orale e poster scientifici. I migliori verranno premiati. Avremo poi un ospite di prestigio, il rettore Rosario Rizzuto, che terrà una lezione. A corollario è previsto un workshop dedicato alla microscopia, con la partecipazione di aziende che proporranno nuove piattaforme tecnologiche.

In un momento storico in cui si fa un gran parlare di disinformazione scientifica, come affronta l’IRP questo problema?

Come anticipato, vogliamo diventare un punto di riferimento attendibile per la città, e non solo, e per questo abbiamo creato un gruppo di lavoro ad hoc. Alla corretta informazione scientifica, tuttavia, abbiamo deciso di dedicare il mese di maggio. Grazie al progetto “Viaggio al centro della scienza”, realizzato in collaborazione con il Cicap (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze, ndr), di cui sono socio onorario, saranno ospiti a Padova ricercatori che operano in campi diversi perché – ricordiamo – la scienza è un insieme, non è e non va settorializzata.

Aprirà il ciclo di quattro incontri il prof. Silvio Garattini, fondatore e direttore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri”. Il 9 maggio alle ore 18, nell’Aula Magna del Palazzo del Bo, parlerà dei problemi legati alla ricerca in ambito medico. Nei mercoledì successivi, invece, si alterneranno Guido Barbujani, genetista che spiegherà fino a che punto il DNA influenzi i nostri comportamenti, Roberto Ragazzoni, astronomo di fama mondiale che racconterà cosa si sta facendo nell’esplorazione dello spazio, ed Elisa Palazzi, brillante ricercatrice che studia il cambiamento climatico e l’impatto sul paesaggio montano. Ecco, vogliamo che iniziative di divulgazione come questa diventino un appuntamento fisso e per tutti.



Articolo pubblicato: lunedì, 19 febbraio 2018

2018-07-12T08:05:35+00:00