È capitano del Famila Wüber Schio, squadra campione d’Italia per il quarto anno consecutivo, e della Nazionale di basket femminile. Vanta un ricco palmarès, eppure per lei ogni volta è come se fosse il primo giorno di scuola. Impegno, costanza ed entusiasmo sono le sue parole d’ordine. Un’intraprendenza, quella della cestista Raffaella Masciadri, milanese di origine ma vicentina d’adozione, che ha toccato anche il cuore di Città della Speranza. Da una decina d’anni, infatti, ne è testimonial e lo scorso 11 dicembre si è resa protagonista di una originale e riuscita iniziativa a favore dei bambini malati: il Teddy Bear Toss, il lancio di peluches al primo canestro della partita casalinga contro il Broni.

 

Come hai conosciuto la Fondazione Città della Speranza?

Quando sono arrivata a Schio dodici anni fa, Vinicio Trulla (consigliere della Fondazione, ndr) mi ha parlato di questa realtà e con la squadra abbiamo fatto visita ai bambini ricoverati all’ospedale di Padova. Da lì è nata spontaneamente questa collaborazione. In tutte le iniziative che cerco di sviluppare, il mio obiettivo è di sensibilizzare il pubblico, i tifosi e gli amici su quello che si può fare sia per aiutare i tanti bambini alle prese con malattie gravi, sia per far avanzare la ricerca. L’Istituto di ricerca pediatrica Città della Speranza è uno dei più importanti in Europa e, da capitana della Nazionale, mi sono sentita in dovere di farlo conoscere.

 

15540935_10154195892821915_904119388228624192_oCome ti è venuta l’idea di organizzare un Teddy Bear Toss?

Quando sono stata in America ho avuto modo di constatare il forte legame che c’è tra lo sport e la solidarietà. Lì, in particolare, si usa lanciare in campo dei peluches al primo canestro della partita, che poi vengono raccolti e consegnati ai bambini ricoverati negli ospedali pediatrici. Nel basket femminile italiano tale iniziativa non era mai avvenuta. L’idea è nata nel giro di cinque minuti parlando con Vinicio e l’abbiamo organizzata in due ore, smuovendo mari e monti, solo una settimana prima della sfida di campionato con il Broni. Con l’approssimarsi del Natale mi è venuto naturale pensare ai bambini di Città della Speranza, all’arrivo di Babbo Natale e alla loro felicità nell’aprire i regali. Ho voluto donare loro un sorriso.

 

La tua idea si è rivelata straordinariamente vincente. Cos’hai provato?

Quando sono stati lanciati i peluches ero in panchina e son rimasta un minuto intero ferma, allibita, emozionata perché non mi aspettavo tutta questa risonanza. Quando ho visto il video il giorno dopo, ho realizzato la bontà dell’iniziativa. Non mi sarei mai aspettata più di 300 peluches. C’è stata davvero tantissima partecipazione. Devo ringraziare la gente di Schio e i tifosi del Famila che rispondono sempre in maniera super, ma anche i tifosi e le giocatrici del Broni. Il primo canestro della partita è stato fatto dalle avversarie. Ritengo che il lancio sia riuscito per il coinvolgimento di tutti.

È stato toccante anche il momento della consegna. Quando si varcano le soglie di Città della Speranza e del reparto di oncoematologia pediatrica di Padova, si entra in un altro mondo. I propri problemi, grandi o piccoli che siano, vengono annullati. Inoltre è un’esperienza che dà una carica positiva perché si incontrano dei bambini che, nonostante la sofferenza, hanno sempre il sorriso sulle labbra e gli occhi carichi di felicità. È bastato vedere qualche peluches che sono scoppiati di gioia. E poi sono stati curiosi della pallacanestro… (ride).

Eccoli i vostri peluches!
Grazie a tutti per aver partecipato!
Fondazione Città della Speranza
#lagentecomenoinonmollamai #OrangeInLove

Pubblicato da Famila Fans Club su Domenica 11 dicembre 2016