Il “Rockquiem” arriva a Padova: intervista al M° Elisabetta Maschio

Sbarca per la prima volta a Padova il “Rockquiem”, ovvero il Mozart in chiave rock, targato Orchestra giovanile “La Réjouissance”. L’attesa è così tanta che, a due settimane dall’evento benefico organizzato dalla Fondazione Città della Speranza, è caccia agli ultimi biglietti rimasti. L’appuntamento, infatti, è per domenica 15 aprile alle 20.45 al Teatro Verdi. A dirigere una nutrita schiera di giovani musicisti e coristi sarà il M° Elisabetta Maschio, insignita del “leone d’oro” regionale per la divulgazione culturale e di due medaglie d’argento del Presidente della Repubblica per l’organizzazione del festival internazionale “Gioie Musicali” che si tiene ad Asolo.

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il M° Elisabetta Maschio

Maestro, ad ogni rappresentazione del “Rockquiem” i teatri registrano il tutto esaurito. Qual è la forza di questa produzione?

“Rockquiem” non è un concerto, ma un’esperienza emozionale, tant’è vero che vi sono persone che tornano a rivederlo. La sua potenza sta negli ingredienti così diversi che lo compongono e che assieme si amalgamano bene: il divino Mozart, il metal, i giovani e la charity. Il compositore (Stefan Wurz, ndr) ha trovato una formula bellissima per coniugare la bellezza eterna della musica di Mozart con uno stile particolare. Sentire le note auliche di una messa funebre cantate in stile metal fa un effetto strano, ma per quanto alcune parti siano spostate, riviste, accorciate, dilatate, c’è tutto dell’originale. Quindi il “Rockquiem” non piace solo perché è rock, ma per la grandezza della musica eterna suonata da ragazzi. Mozart forse avrebbe apprezzato questa carica, questa reinvenzione del suo stile che conserva la suprema bellezza della composizione del “Requiem”.

Chi sono i giovani che vedremo sul palco?

Innanzitutto ci sarà l’Orchestra sinfonica giovanile “La Réjouissance” con circa 50 elementi. Stiamo parlando di una realtà che, a pieno regime, conta su un organico molto più ampio, formato da ragazzi tra i 10 e i 20 anni, provenienti da molteplici esperienze musicali in varie parti del Veneto e non solo. In scena vi saranno poi 150 giovani dei cori Note Innate di Padova, Amazing Gospel Choir di Este, Growin’ Up Singer e Jupiter Voices, entrambi del Trevigiano. Quattro solisti (Francesca Pietrobon, Anna Farronato, Ivano Donazzan e Daniele Varotto, ndr) canteranno la parte come l’aveva intesa Mozart nella sua partitura, ma solo una voce ha un’impostazione lirica, mentre le altre saranno naturali. Tutti i gruppi hanno aderito con entusiasmo al progetto. Voglio però ricordare che dietro a questa enorme macchina c’è un’associazione e una rete di genitori che aiuta a coordinare e a gestire l’organizzazione. Grazie a questa squadra intergenerazionale, si impara a fare le cose fatte bene, insieme e nel rispetto degli altri.

Lo spettacolo patavino assume ancor più significato per il fatto di essere eseguito da giovanissimi per coetanei meno fortunati sotto il profilo salutistico. Qual è la sua visione del dono?

Credo che gli artisti debbano mettere la loro arte al servizio della società. L’associazionismo, come lo intendo io, vuole trasmettere proprio questo ai ragazzi: arte come dono di se stessi che va agli altri. Ai miei allievi faccio sempre presente che la gente va a teatro per vedere il loro lavoro, fatto di tanti piccoli sacrifici, impegno e passione. Con questo spirito si riesce ad offrire qualcosa di concreto. D’altra parte, progetti come il “Rockquiem” non si inventano dal nulla. Sotto vi è dell’attività ordinaria costante e una rete di famiglie e amici che credono nel piano di un coordinatore – che sono io – che dà una linea artistica e didattica, e cori che si uniscono e collaborano perché l’unione fa la forza. Tutto ciò comporta fatica, disponibilità, gratuità, impegno, insomma associazionismo come volontariato culturale. Se abbiniamo questa nostra visione alla charity il cerchio si chiude: è un circolo virtuoso.

Rock-quiem

Quali altri progetti vi attendono all’orizzonte?

Ogni estate siamo impegnati nel festival internazionale “Gioie Musicali” ad Asolo. Quest’anno si terrà dal 19 al 29 luglio e avrà per titolo “Dove il passato incontra il futuro”. Come sempre faremo tanta sperimentazione, pur nel rispetto del repertorio classico, e proporremo laboratori, concerti e workshop di creatività musicale e improvvisazione per tutte le fasce d’età. Sarà veramente la gioia della musica: gioia come divertimento, passione, inclusione, esperienza bella, ma gioia anche come tesoro, arte da mantenere.

 

Per la prevendita dei biglietti per lo spettacolo del 15 aprile a Padova, rivolgersi a MP Progetti di Comunicazione al numero 3485274550. Il concerto è a favore della Fondazione Città della Speranza.



Articolo pubblicato: venerdì, 30 marzo 2018

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