Relatori“Il nostro territorio è incredibilmente ricco di competenze e deve assumersi la responsabilità di passare dall’economia del bullone all’economia della conoscenza”. È sintetizzato in questa frase il senso della sollecitazione rivolta da Andrea Camporese, presidente dell’Istituto di Ricerca Pediatrica Città della Speranza, all’eterogenea platea presente al Lanificio Conte di Schio (Vicenza), mercoledì 5 aprile, per la conferenza “La biomedicina: ingegno, innovazione e investimento”. L’incontro rientrava tra gli eventi collaterali alla mostra interattiva “Oltre l’Uomo: da Leonardo alle Biotecnologie”, allestita nei vicini spazi Shed su iniziativa del Distretto della Scienza e Tecnologia, con la collaborazione di Pleiadi, Comune di Schio e Confindustria Vicenza Raggruppamento Alto Vicentino.

Nel corso della serata è stata analizzata l’evoluzione del settore biomedicale, tra nuove frontiere, investimenti, start up, prototipi e nanotecnologie. Aspetti affrontati da un nutrito parterre di relatori. Dopo l’introduzione di Margherita Morpurgo, delegato del rettore dell’Università di Padova per il trasferimento tecnologico nelle scienze della vita, sono infatti intervenuti: Marzio Gussago, direttore vendite di Pictet Asset Management Distribution; Alex Pontini, amministratore delegato del centro medico Novamedh srl; Nicola Vicentini, dottorando dell’Università di Padova; Stefano Dell’Orto, presidente di DBMedica; Gianantonio Pozzato, delegato di Telea Electronic Engineering srl; Bruno Emanuele, titolare di clinica dentale a Padova; Andrea Guttilla, dirigente medico di Urologia dell’ULSS 6 Euganea dell’ospedale di Camposampiero.

“Investire nelle biotecnologie e nella biomedicina oggi è necessario perché servono prodotti nuovi per il nostro benessere, ma è altrettanto indispensabile dare spazio e libertà ai nostri giovani. Per questo, fare trasferimento tecnologico nel nostro territorio è quanto mai fondamentale”, ha detto Andrea Camporese nell’illustrare le finalità con cui è nato l’Irp e com’è strutturato.

Relatori e plateaDeriva da questa premessa la scelta del Consiglio di amministrazione e del Comitato scientifico di finanziare prioritariamente, per i prossimi tre anni, le attività di ricerca nei campi della medicina rigenerativa e della nanomedicina, le nuove frontiere su cui in tutto il mondo si stanno concentrando i grandi investimenti. E non è un caso che negli ultimi mesi l’Irp abbia prodotto tre brevetti e accolto una start up specifici di questi ambiti: da qui parte l’innovazione.

“Una parte dell’Istituto – ha spiegato il presidente – è stato pensato proprio per dare spazio alle imprese e permettere loro di lavorare insieme ai ricercatori. Ci siamo ispirati a quanto avviene nei maggiori centri di ricerca internazionali e abbiamo ascoltato la nostra università”.

Quindi la constatazione finale: “Abbiamo un tessuto di conoscenza che è elevatissimo, ma l’Italia purtroppo non brilla per attrattività. Noi abbiamo voluto costruire qualcosa che avesse una ricaduta positiva non solo per i nostri figli malati, ma anche per quelli che studiano e si laureano, dando loro la possibilità di costruirsi un futuro e guadagnare”.