Nuovo successo di Paolo De Coppi

Paolo De Coppi: Nuovo studio sul trapianto del tessuto muscolare scheletrico apre la possibilità di utilizzare tessuti animali sull’uomo. Uno studio cofinanziato dalla Fondazione Città della Speranza.paolodecoppi
LONDRA _ La possibilità di utilizzare parti di animali per superare la carenza di organi umani fa un passo in avanti dopo che un team guidato da Paolo De Coppi, Direttore della Chirurgia Pediatrica al Great Ormond Street Hospital, UCL Institute of Child Health e ricercatore dell’Università di Padova, ha eseguito con successo un trapianto di un tessuto muscolare scheletrico di conigli in ratti. Non solo il tessuto muscolare trapiantato ha mantenuto le sue proprietà biomeccaniche, ma ha anche innescato una risposta anti-infiammatoria e immunosoppressiva, prevenendo di fatto l’ ‘attacco’ del sistema immunitario che normalmente porta al rigetto dell’organo.
Nello studio, pubblicato sulla rivista PNAS (Proceedings of National Academy of Sciences degli Stati Uniti d’America) e finanziato dal Medical Research Council, Sparks, la Great Ormond Street Hospital Charity and la Fondazione Città della Speranza, il tessuto muscolare scheletrico è stato prelevato da conigli, le cellule sono state rimosse usando specifici detergenti – in un processo noto come decellularizzazione – e poi trapiantate in ratti con e senza cellule staminali muscolari derivate da topi.
Il gruppo ha esaminato la risposta immunitaria dei ratti al tessuto coniglio, osservando una risposta immunitaria notevolmente ridotta, con diminuita attività delle cellule T (un tipo di cellula immunitaria determinante nel rigetto del trapianto) e ritardata biodegradabilità, un processo mediante il quale il sistema immunitario normalmente erode organi trapiantati. Due settimane dopo l’operazione, nuovi vasi sanguigni erano cresciuti tra l’animale ricevente e il tessuto muscolare trapiantato, e le cellule staminali del muscolo in esso trapiantate erano ancora intatte dopo un mese.
Tessuti di origine animale sono già utilizzati in alcune procedure chirurgiche. Valvole cardiache suine, o membrane derivate dalla pelle o dall’intestino di maiale possono essere utilizzate in bambini e adulti sottoposti ad intervento chirurgico. Questo studio dimostrerebbe però la possibilità che questi tessuti possano essere utilizzati per organi più complessi, particolarmente se vengono seminati con le cellule del donatore.
Il Dr Jonathan Fishman, MRC-Sparks Clinical Fellow Research Training, UCL Institute of Child Health e e Il Dottor Luca Urbani, della Fondazione Città della Speranza affermano: ” Date le lunghe liste d’attesa per gli organi, abbiamo bisogno di esplorare la possibilità di utilizzare organi e tessuti animali per soddisfare il divario tra domanda e offerta. I farmaci anti-rigetto attualmente adottati per i pazienti sottoposti a trapianto aumentano il rischio di infezioni e nel lungo termine aumentano il rischio di tumore, così abbiamo bisogno di trovare modi per sviluppare organi che non vengano rigettati “.
Paolo De Coppi, aggiunge “L’obiettivo per i chirurghi è quello, un giorno, di avere organi e tessuti off-the-shelf, pronti da trapiantare nel giro di pochi giorni. Nel frattempo, gli organi decellularizzati derivati da cadavere rimangono la migliore alternativa, poiché mimano il più vicino possibile la struttura dell’organo. Nel 2010 abbiamo trapiantato con successo il primo bambino con un trachea ingegnerizzata costruita utilizzando una trachea derivata da un cadavere, rimuovendo le cellule del donatore, e seminando le cellule staminali del bambino; ma rimane molto difficile trovare donatori umani trovati per neonati o bambini piccoli nati con una malformazione grave. Il tessuto di origine animale può offrire una soluzione, e questo è il primo passo che ci indica che le matrici di origine animale potrebbero essere usate anche nell’uomo, ma non siamo ancora pronti. La prossima fase della nostra ricerca è quello di valutare se gli effetti osservati nel nostro studio possono essere riprodotti in animali più grandi con un sistema immunitario più simile a quello dell’uomo e, infine, negli esseri umani “.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *