Nobel a Allison e Honjo; Viola: “L’immunoterapia dei tumori è una rivoluzione per la medicina”

“È un riconoscimento alla tenacia e alla dedizione di chi ha creduto per anni, tra lo scetticismo generale, che il sistema immunitario potesse rappresentare un’efficace arma per combattere i tumori”. Così la prof.ssa Antonella Viola, direttrice scientifica dell’Istituto di Ricerca Pediatrica Città della Speranza, alla notizia dell’assegnazione del premio Nobel per la medicina a James P. Allison, dell’università del Texas, e a Tasuku Honjo, dell’università di Kyoto, per aver portato alla luce, per la prima volta, i meccanismi con i quali le cellule del sistema immunitario attaccano quelle tumorali.

Come si legge nella motivazione, i due studiosi “hanno capito che si può stimolare il sistema immunitario per attaccare le cellule tumorali, un meccanismo di terapia assolutamente nuovo nella lotta ad un tipo di malattia che uccide ogni anno milioni di persone e che costituisce una delle più gravi minacce alla salute dell’umanità”.

“L’immunoterapia dei tumori si basa su anticorpi monoclonali in grado di riattivare la risposta immunitaria del paziente o sull’ingegnerizzazione di linfociti armati per riconoscere ed eliminare le cellule tumorali (terapia con cellule CAR-T) – spiega la prof.ssa Viola –. L’evoluzione ci ha dotato di un sistema immunitario fornito di efficacia, selettività e memoria: tre caratteristiche fondamentali per combattere i patogeni. I vaccini, infatti, rappresentano una straordinaria arma che la scienza ha sviluppato per istruire il nostro sistema immunitario a proteggerci contro virus e batteri. Ma quelle stesse caratteristiche (efficacia, selettività e memoria) possono essere utilizzate contro le cellule tumorali”.

“C’è voluto più tempo, è servito il lavoro di centinaia di altri immunologi di tutto il mondo, è stata necessaria una migliore comprensione dei meccanismi che regolano l’attivazione dei nostri linfociti – conclude la direttrice scientifica di IRP –, ma il Nobel assegnato oggi conferma che si tratta di una strategia rivoluzionaria per il futuro della medicina e che gli oncologi avranno nuovi strumenti per curare i loro pazienti”.



Articolo pubblicato: lunedì, 1 ottobre 2018

2018-10-16T15:04:27+00:00