Da Modena alla Siberia per Città della Speranza: la rombante avventura degli “Alboreto is NOTHING”

Niente gps, smartphone e wifi. Solo mappe, macchina fotografica e tanto spirito di avventura. Non manca certo un pizzico di follia ai quattro giovani ingegneri che si apprestano ad intraprendere una singolare avventura per il mondo: raggiungere la Siberia in 35 giorni, a bordo di un vecchio furgoncino aggiustato alla meglio, attraversando deserti a catene montuose senza aiuti e al solo scopo di raccogliere fondi da dare in beneficenza… alla Città della Speranza!

Come dei moderni Marco Polo, guideranno per 13.500 km lungo l’antica via della seta, in corsa per il “Mongol Rally”, l’evento motoristico amatoriale più grande al mondo, non competitivo e a fini solidali. Loro sono gli “Alboreto is NOTHING“, ovvero il milanese Fabio Bernardinello, il modenese Alessandro Guicciardi, il veronese Massimiliano Pezzo e la rodigina Caterina Secchieri. Hanno tra i 29 e i 39 anni, si sono conosciuti alla Maserati, dove lavorano, e, oltre alla naturale passione per i motori, condividono quella sfrenata per i viaggi. Ad accompagnarli a Ulan Ude – si spera! – ci sarà Piero, un Subaru Libero del 1991 e con 52 cavalli, che dei moderni e confortevoli veicoli non ha nulla: seduta scomoda, aria condizionata inesistente, motore a dir poco rombante, cambio marce da (veri) brividi, tenuta di strada incerta.

“Ci sentiamo tranquillamente impreparati!”, scrivono nella loro pagina Facebook a circa dieci giorni dalla partenza. Per capire che aria tira davvero tra i nostri temerari, abbiamo posto qualche domanda all’unica donna del gruppo: Caterina.

 

Com’è nata l’idea di compiere un viaggio di tale portata? Alboreto is nothing 1

È sorta quest’inverno, dopo che un collega ha perso la vita sul lavoro. Ci siamo guardati e abbiamo capito che dovevamo fare qualcosa. Da tanto tempo pensavamo al “Mongol Rally” e abbiamo realizzato che fosse l’anno giusto per lanciarci in questa sfida. Partiremo il 15 luglio da Modena e ci dirigeremo anzitutto in via della Spiga a Milano.

Milano?

Sì, il nome del nostro team prende spunto dal film “Vacanze di Natale 1983”, in cui Guido Nicheli, detto il Dogui, dice questa battuta: “Via della Spiga, Hotel Cristallo di Cortina: 2 ore, 54 minuti e 27 secondi… Alboreto is nothing!”. Ecco, per noi sarà: “Milano, Via della Spiga – Ulan Ude, Siberia: 37 giorni, 54 minuti e 27 secondi! Alboreto is nothing!”.

In cosa consiste la vera sfida vera di questo rally?

Ci sono tre regole: partecipare con un veicolo inadatto al viaggio, con cilindrata molto piccola e possibilmente vecchio e malandato; dare almeno mille sterline in beneficenza, di cui metà a CoolEarth, che si occupa della tutela delle foreste pluviali, e l’altra metà a un’associazione a nostra scelta; la partenza è fissata a metà luglio e l’arrivo in Siberia deve avvenire tra il 10 agosto e il 10 settembre. Non ci sono classifiche, l’importante è arrivare. Il percorso è libero e non prevede assistenza.

Voi, per quale itinerario avete optato?

Percorreremo l’antica via della seta, la via delle carovane di Marco Polo. Attraverseremo Croazia, Serbia, Bulgaria, Turchia, Iran, Turkmenistan, Uzbekistan, Tagikijstan, Kighizistan, Khazakistan, Russia e Mongolia. Transiteremo lungo la Pamir Road, la seconda strada più alta del mondo (4600 m), al confine tra Tagikistan e Afghanistan, e affronteremo il deserto del Gobi. Dove ci saranno strade asfaltate e in buone condizioni, prevediamo di percorrere 5/600 km al giorno, nelle altre circa 200.

Alboreto is nothing 2Piero è pronto per affrontare questo lungo viaggio?

Ce lo auguriamo! Abbiamo cominciato a sistemarlo a febbraio. Dal motore alle sospensioni, dai rinforzi alla riverniciatura, abbiamo passato in rassegna tutto e ci siamo procurati i ricambi. Dobbiamo essere in grado di fronteggiare qualsiasi situazione da soli. Non sarà facile. Il furgoncino sarà la nostra casa per tutto. Io ci dormirò dentro, mentre i miei amici staranno in tenda la notte.

Perché il vostro mezzo si chiama Piero?

È il soprannome del cane di un nostro carissimo amico: un bulldog francese più simpatico che bello. Proprio come il nostro furgone!

Nessuno vi ha mai chiesto: “Chi ve lo fa fare”?

Mia madre e quella di un altro ragazzo sono rimaste perplesse da questa avventura estiva. Insomma, non avremo il gps, ma ci faremo condurre solo dalle cartine e dalla guida… Le uniche tecnologie che porteremo con noi sono un drone e la macchina fotografica.

Cosa vi aspettate da questa esperienza?

Di crescere. Attraverseremo mille culture e conosceremo mille modi di vivere, chiederemo mille volte aiuto alla gente locale. Sarà come sfogliare un libro di tantissime pagine e torneremo sicuramente arricchiti. Siamo frementi, ma iniziamo a essere anche un po’ preoccupati perché il percorso è lungo e ci sono un sacco di possibili inghippi lungo la strada, a partire da quelli burocratici, quindi apprensione ce n’è.

Perché avete scelto di sostenere Fondazione Città della Speranza?

Alle superiori avevo un compagno di classe che ha avuto la leucemia ed è stato ricoverato nella Clinica di Oncoematologia Pediatrica di Padova, perciò ho avuto modo di constatare cosa significa la malattia. E poi, essendo in due dal Veneto nel gruppo, sappiamo che è una realtà molto sentita e seria. Non c’è stato neppure il bisogno di discutere su chi scegliere.

Quando prevedete di ritornare?Alboreto is nothing 3

Tra il 20 e il 25 agosto. Abbiamo preso un biglietto aereo flessibile fino alla Lituania, dove recupereremo il furgoncino che arriverà sino a lì in treno con la Transiberiana.

 

L’impresa degli “Alboreto is NOTHING” è raccontata nel sito www.alboretoisnothing.it, nella pagina Facebook “Alboreto is nothing – Mongol Rally 2018” e nel profilo Instagram “alboretoisnothing2018”. Per sostenerli, è attiva la piattaforma di raccolta fondi all’indirizzo https://gogetfunding.com/alboreto-is-nothing-mongol-rally-2018/



Articolo pubblicato: giovedì, 5 luglio 2018

2018-07-12T08:05:28+00:00