MAGICHE STORIE DA REGALARE

Intervista a Nico Rigoni, ideatore e coordinatore del Cantastorie

Chi è Nico Rigoni? Come è arrivato a collaborare con Città della Speranza?
Nella vita conduco un Salone di Parrucchiere assieme a mia moglie e ai miei figli. Mi sono sempre speso come volontario, collaborando con Associazioni quali ADMO e AIDO. Da appartenente al mondo del volontariato e delle associazioni benefiche, sono entrato in contatto con la bellissima realtà di Città della Speranza. Ho deciso di organizzare nel mio Salone una giornata dedicata a questo Istituto: tutto il ricavato proveniente dall’attività di quel giorno (circa 4 milioni delle vecchie lire) sono stati devoluti in beneficienza a sostegno delle attività di Fondazione. Era il 1999, e da allora sono entrato stabilmente a far parte della “famiglia” di Città della Speranza.

Quando e come nasce l’idea del Cantastorie?
L’idea del Cantastorie nasce, su suggerimento di una mia amica e collaboratrice, nel 2001. Quell’anno è stata una scommessa, ci siamo detti: perché non raccogliere in un volume delle storie da dedicare ai bambini? Il libro è piaciuto tantissimo, un vero successo. Da allora si sono succedute una seconda, poi una terza e una quarta edizione, via via fino ai giorni nostri: a fine anno daremo alle stampe il volume numero 13.

Chi è coinvolto nella redazione delle storie e nelle illustrazioni dei libri?
Noi contattiamo gli scrittori, ai quali viene richiesto di fornirci racconti inediti. A questi vengono affiancati i disegni, regalati di volta in volta dagli illustratori. Non solo professionisti prendono parte alla redazione dei testi o alla realizzazione delle immagini (per citare alcuni nomi: Mario Rigoni Stern, Edoardo Pittalis e Toni Capuozzo per i racconti o Josè Van Roy Dalì e Lorenzo De Pretto per i disegni); negli anni anche alcune famiglie ci hanno chiesto di poter inserire racconti e disegni realizzati dai loro figli.

Come si svolge la produzione e la distribuzione dei volumi?
Gli sponsor coprono interamente i costi per la produzione e la stampa dei libri. I volontari sono i responsabili della distribuzione e della messa in vendita dei Cantastorie. Una volontaria che si prodiga sempre in questa attività è Gabriella Bertelle – fra l’altro una delle autrici del primo numero della collana –, che durante l’anno scolastico si reca nelle scuole e vende migliaia e migliaia di libri. Un’altra persona speciale che voglio ringraziare per l’enorme aiuto dato nel vendere i libri è Gianni Bozzetto: ogni anno nelle sagre e feste paesane Gianni esce con il banchetto di Città della Speranza e ha sempre tutti i numeri del Cantastorie disponibili.

C’è un’edizione del Cantastorie a cui lei è particolarmente legato?
Non saprei scegliere, tengo a tutte in egual maniera. Potrei forse scegliere il primo numero, il più simbolico, quello che ha dato il via alla collana, un numero che fra l’altro è dovuto andare in ristampa per la grandissima quantità di copie vendute. Anche il quinto numero sento particolarmente vicino, perché legato ad una storia a lieto fine di un nostro allora giovanissimo collaboratore.

Un po’ di numeri.

Ogni edizione del Cantastorie ha una tiratura di 5000 copie. 5000 numeri per 12 edizioni fanno 60.000 volumi prodotti. Volumi la cui vendita ci ha permesso di raccogliere in questi anni più di 700mila euro, un risultato di cui vado molto fiero.

Concludiamo con una riflessione sulla lettura.

Per me leggere è vivere. La lettura è un arricchimento, è un modo per poter viaggiare con la testa e con lo spirito quando magari siamo impossibilitati a farlo fisicamente. I racconti dei Cantastorie hanno una morale e trasmettono messaggi di fiducia e di positività, ma sono anche un irrinunciabile momento di allegria e di leggerezza.



Articolo pubblicato: mercoledì, 14 gennaio 2015

2018-07-12T08:05:56+00:00