La pioggia non ferma la “Festa dea Paja”

700 presenze e 7.540 euro raccolti per la ricerca scientifica. Grandi numeri per la seconda edizione della “Festa dea Paja”, organizzata sabato 13 luglio a Saletto di Vigordarzere dalla famiglia di Giorgio Cavinato, con la preziosa collaborazione di tanti volontari e sostenitori. Numeri che assumono ancor più rilievo se si considera che la serata è stata anticipata da un forte temporale. Provvidenziali sono state le passerelle realizzate con la paglia per favorire il passaggio di persone e veicoli. Ma dopo, sotto il capiente tendone, è stata festa a tutti gli effetti.

Il buon cibo (immancabile lo spiedo di carne, giudicato unanimemente delizioso), la musica Anni ’60 dei Pensione Beat, lo sport e la solidarietà l’hanno fatta da padrone. Sì, perché sono state premiate due eccezionali atlete paraolimpiche della zona, Irene Agostini e Claudia Targa, che si sono distinte nei campionati italiani ed europei, rispettivamente di nuoto e boccia. Ad omaggiarle è stato il presidente della Fondazione Città della Speranza, Stefano Galvanin, che, assieme alla ricercatrice Angelica Zin, ha ritirato l’assegno frutto della generosità dei tantissimi partecipanti.

Ringrazio di cuore quanti si sono prodigati per la riuscita di questa manifestazione che, per fortuna, il maltempo non ha guastato – è il commento di Galvanin –. Quest’anno la Fondazione compie 25 anni e siamo orgogliosi di avere al nostro fianco persone come Giorgio e la figlia Elisa che ci aiutano a diffondere l’importanza di sostenere la ricerca pediatrica per poter dare risposte sempre più efficaci, in termini di cure, agli ancora troppi bambini e ragazzi che le attendono”.

Siamo orgogliosi di aiutare una realtà come Città della Speranza che abbiamo avuto modo di conoscere bene e di visitare – dice la famiglia Cavinato –. Abbiamo voluto dare anche noi il nostro contributo perché le situazioni drammatiche, come può essere un problema oncologico, purtroppo stanno diventando una costante e colpiscono molte famiglie. Peggio ancora se si tratta di un bambino. Così, con l’aiuto di tante attività locali e singole persone, siamo riusciti a donare alla ricerca un po’ di speranza in più”.

Questo il servizio dedicato da TgPadova

 

 



Articolo pubblicato: martedì, 16 luglio 2019

2019-07-16T13:16:26+00:00