La Partita che hanno vinto tutti.

Succede quando si è tutti dalla stessa parte.

Sabato 28 maggio i ragazzi dell’Oncologia Pediatrica si sono alzati di buonora. Appuntamento davanti al Day Hospital, poi autostrada Padova-Milano, accompagnati da genitori, volontari della Fondazione e medici.

Dopo settimane di preparativi eccoli all’Oratorio San Giovanni di Milano per la partita contro il temibile Pediatric Football Team locale.

Una sfida attesa per un ragazzo che ha già sfidato e vinto un tumore. Una malattia grave che ha richiesto trattamenti complessi, che ha impedito di andare a scuola, di stare con i coetanei e di giocare a calcio. Tutto questo hanno in comune i ragazzi di Padova e Milano che ora si affrontano sul campo. Una bella partita, di quelle che ce n’è poche, ci si impegna, si vuol vincere ma soprattutto ci si diverte, si aiuta l’avversario quando cade, gli si fanno i complimenti per un bel gol.

Tutto questo non nasce per caso. Questa partita è una delle iniziative del Progetto Giovani dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, un progetto dedicato agli adolescenti malati di tumore. “L’idea – racconta il dottor Andrea Ferrari, responsabile del progetto – è quella di creare un nuovo modello di organizzazione medica e di cultura specifica, con la sfida di occuparsi non solo della malattia, ma della vita dei ragazzi. Creare una squadra di calcio vuol dire permettere ai ragazzi di continuare a fare le stesse cose che facevano prima dell’insorgere della malattia”.

DSC_0195“Le buone idee sono contagiose” continua il prof. Gianni Bisogno che insieme al dr. Federico Mercolini e al dr. Pietro Soloni, ha organizzato questa trasferta a Milano, “anche a Padova  stiamo da qualche tempo sviluppando una particolare  attenzione per gli adolescenti, per aiutarli a superare la malattia e le cure in modo diverso, più adeguato alla loro età e ai loro problemi. Speriamo di avviare altre iniziative a breve”. “C’è sicuramente l’impegno del nostro Centro” conferma il prof. Giuseppe Basso “ a creare spazi e progetti dedicati, che possano aiutare i pazienti ad affrontare in modo diverso il cammino di cura”.

Bene, intanto speriamo che per Alberto, Alex, Davide, Denis, Emilien, Francesco, Luca, Matteo, Maurizio sia stata una bella giornata. Ci hanno detto che per alcuni di loro è stata la prima partita di calcio dopo la fine delle cure, qualcuno ha temuto di non farcela perché i neutri erano ancora bassi qualche giorno prima, oppure perché il cortisone gli aveva indebolito le ossa. Altri hanno ripreso a giocare a calcio ad un ottimo livello da alcuni anni e li ringraziamo davvero perché hanno diviso il loro tempo e la loro abilità con tutto noi. Ringraziamo Stefania Fochesato e i Consiglieri della Fondazione, Paolo Guglielmi e Vinicio Trulla e che ci hanno accompagnato e i genitori dei ragazzi che come hanno sempre fatto durante le terapie, anche questa volta non si sono risparmiati per supportare i ragazzi.

Anche se il risultato finale della sfida non conta, possiamo dire che a Padova non è andata male. E’ stata davvero una bella partita di calcio (e forse non solo quello).



Articolo pubblicato: mercoledì, 1 giugno 2016

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