IRP, più efficienza e competitività con il nuovo statuto

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“In quest’ultimo anno tutto il tavolo tecnico ha svolto un lavoro collettivo eccezionale avendo sempre come obiettivo quello di portare la ricerca al letto dei bambini malati e guarirli. Per farlo, abbiamo deciso in maniera condivisa di attirare e far rimanere qui i migliori scienziati, fornendo loro non solo un bell’edificio, ma anche una struttura funzionale”. Annuncia con queste parole il nuovo statuto dell’Istituto di Ricerca Pediatrica Città della Speranza, il presidente Andrea Camporese. Uno statuto approvato all’unanimità dal Consiglio di amministrazione (formato da Fondazione Città della Speranza, Università degli Studi di Padova, Azienda ospedaliera e Fondazione Cariparo, e conil parere favorevole anche della Regione Veneto e del collegio sindacale) a fine febbraio, ma che entrerà a regime tra poche settimane, una volta espletate le ultimissime formalità.

Le novità introdotte, elaborate di concerto tra tutti gli enti che compongono il cda e dal Dipartimento di Pediatria, mirano a rendere più efficiente l’attività dell’IRP a partire da una governance più qualificata, che si ispira a quanto già avviene nei maggiori istituti di ricerca internazionali. Modelli studiati da vicino dallo stesso presidente, attraverso visite in loco e l’analisi dei loro statuti, e con il fondamentale apporto degli esperti dell’Università di Padova.

Il rinnovamento parte anzitutto con la nomina di un amministratore delegato che dovrà garantire l’equilibrio economico-finanziario dell’IRP. Importante sarà anche la figura del direttore scientifico che gestirà il budget della ricerca e si avvarrà del supporto di un Comitato scientifico, composto dai principal investigators presenti in Istituto. Farà il suo ingresso anche uno Scientific Advisory Board, ovvero un team di ricercatori di fama mondiale che avrà il compito di supervisionare l’attività scientifica.

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Il Consiglio di amministrazione conterà sette membri: quattro esponenti della Fondazione Città della Speranza, due dell’Ateneo patavino e uno dell’Azienda ospedaliera. Fondazione Cariparo, dal canto suo, continuerà a sostenere economicamente i progetti di ricerca meritevoli come da premesse iniziali, ossia un milione di euro di finanziamento all’anno per dieci anni.

Per essere maggiormente competitivo e divenire a tutti gli effetti un punto di riferimento internazionale, dunque, l’Istituto di Ricerca Pediatrica snellisce la macchina burocratica e affida agli stessi ricercatori la possibilità di decidere le linee di ricerca, quale strumentazione acquistare e quali finanziamenti attrarre. Non solo. Per elevare la qualità dei risultati, l’IRP intende imporsi all’attenzione del mondo quale incubatore di giovani talenti, giungere alla creazione di brevetti (sono tre quelli finora depositati) e coinvolgere le imprese negli investimenti.

“Il nostro scopo è fare un grande Istituto di ricerca e Padova è unica nel suo genere per la presenza di una università e un’azienda ospedaliera che sono veri e proprio motori – conclude il presidente Andrea Camporese –. Abbiamo bisogno che il territorio creda in questo progetto e che ognuno faccia la propria parte in base alle proprie competenze”.



Articolo pubblicato: martedì, 21 marzo 2017

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