Dalla malattia alla corsa: la testimonianza di Mattia alla sua prima Venicemarathon

Domenica 27 ottobre ho partecipato alla mia prima Venicemarathon. Già i numeri parlano chiaro per la spettacolarità dell’evento: 13mila valorosi a sfidare tenacia e cronometro. 6353 quelli partiti da parco San giuliano per la VM10KM e altri 6800 partiti da Stra, nel verde di villa Pisani, per la VM42KM.
Una delle emozioni più grandi è già essere un portacolori della Città della Speranza che, con la forza e il sacrificio di tutti coloro che ne fanno parte, dando aiuto e cure, mi ha dato la possibilità, proprio grazie alle loro cure, di partecipare a questo evento con i migliori atleti mondiali di questa disciplina. Tra i tantissimi partecipanti mi son classificato 1713esimo, un risultato che mi ha dato l’emozione di un primo posto. 
La maratona non è la mia specialità, ma rappresentare l’associazione, grazie alla mia salute, forza e determinazione, è un messaggio importante per far capire che si può guarire. Ritornare più forti di prima ma soprattutto non darsi mai per vinti. Sfidare sempre sé stessi pensando alle persone più sfortunate di noi. È stato come realizzare un sogno per tutte quelle persone che guardano fuori da una finestra di ospedale pensando: “sarebbe un sogno per me, oggi, fare una corsa“. 
Ragazzi e ragazze, ho corso per tutti voi. Grazie alla continua ricerca si può ritornare a correre più forti di prima e con tanta più energia. Non mollate mai!
Vi confido che, da bambino, ho smesso di giocare a calcio perché non sopportavo correre. Oggi, a 32 anni, mi sono ritrovato a fare una maratona. Un grazie a Città della Speranza e ad Alberto Guiotto – ciclocolor, coach e motivatore – che mi ha accompagnato in questa nuova esperienza.
Mattia Gomiero


Articolo pubblicato: giovedì, 31 ottobre 2019

2019-10-31T10:25:21+00:00