Betìa al Teatro verdi di Padova

locandinaGiovedì 24 aprile 2014 alle ore 21,00 presso il Teatro Comunale G. Verdi, via Dei Livello, 32 – Padova la compagnia Teatrotergola  di Vigonza terrà lo spettacolo Betìa a favore della nostra Fondazione.

Biglietto Unico € 10,00
Info e biglietteria sino al 22 aprile tel. 347-3737215 
Dal 23 al 24 aprile biglietteria Teatro Verdi
tel: 049-87770213

Trama della commedia

Il villano benestante Nale, uomo ammogliato, convince la giovane Betìa a fuggire con Zilio, che è di lei innamorato, al fine di costringere con il fatto compiuto Mènega, madre della ragazza, ad accettare il matrimonio. Nale, subdolamente, promette di aiutare i futuri coniugi, ma il suo vero scopo è quello di diventare subito l’amante di Betìa.

Quando le nozze sono già celebrate, Zilio scopre le intenzioni non disinteressate del suo amico e, venuto con lui a diverbio, lo colpisce con una coltellata. Nale, che è soltanto sfiorato dalla lama, cade e tutti lo credono morto, mentre è rimasto illeso. Riapparirà poco dopo, avvolto in un lenzuolo, come il fantasma di se stesso. Ma lo stratagemma gli procura la brutta sorpresa di apprendere che sua moglie, Tamìa, ha già deciso di convolare a nuove nozze con l’amante Meneghelo. Nel tentativo di conquistare un’amante, Nale rischia dunque di perdere anche la donna che credeva sua. Alla fine sarà Zilio che convincerà l’amico concludendo che esiste una sola soluzione: quella di godere in comune le femmine. Ma ad essi si accoderà Meneghelo il quale ritiene di avere il diritto di entrare nel sodalizio amoroso.

Note di regia

La Betìa, composta da Angelo Beolco intorno al 1524, si ricollega alla tradizione letteraria padovana quattrocentesca dei “mariazi” (matrimoni).
Si trattava di farse in versi incentrati sulla tematica delle nozze, che si riconnettevano al mondo dei circoli goliardici patavini, con un gusto antiletterario e antiaccademico evidente e manife- sto. Il Ruzante amplia a dismisura la struttura, in fondo abbastanza ingenua, del “mariazo” primitivo e porta a compimento una commedia evidenziando una genialità teatrale di eccezione. Mio principale intento è stato quello di sottolineare, attraverso la visione della “snaturalitè” ruzantiana, la scelta caricaturale di quel mondo pavano implicante un certo gusto di esibizione della prorompente vitalità contadina, colta soprattutto nel suo linguaggio rude, spesso osceno, e nella spregiudicatezza delle pratiche sessuali.

Finalista al 24° Festival Nazionale Maschera d’Oro 



Articolo pubblicato: mercoledì, 23 aprile 2014

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