Grazie di cuore

24Perché è solo grazie a gente come voi che la Ricerca scientifica pediatrica può continuare il suo cammino nella lotta contro tutte le malattie dei bambini.

Grazie ai nostri volontari.
Gente motivata, che non si tira indietro di fronte alla prospettiva di stare in piedi per oltre 36 ore consecutive per far funzionare il campo di gara (i ragazzi del check-in e gli smistatori).
Gente che non rinuncia mai a sorridere. Ma rinuncia volentieri al sonno di una notte intera per costruire un evento che possa far sentire tutti parte di un grande gesto collettivo di solidarietà (le volontarie dell’Avo).
Gente che mette generosamente la sua competenza al servizio di un progetto in cui crede (i giudici di gara e i cronometristi).
Gente che usa la sua voce e la sua immagine per commentare e guidare una manifestazione che ha come unico scopo quello di aiutare chi è colpito da una malattia che non ha cura (Dario, Micaela, Moreno).
Gente che produce e condivide le immagini di una due giorni che non potremo più dimenticare (Nicola, Marco, Alessandra; Matteo).
Gente che vince medaglie alle Olimpiadi ma fa la coda come tutti per correre la sua frazione di staffetta (Ruggero) o per nuotare in piazza (Arianna e Romina).

Ma soprattutto grazie a voi, i nostri staffettisti.
Gente che scende in pista perché sa che il valore della sua presenza non sta nella velocità con cui correrà i 100 metri ma nel sacrificio che gli viene chiesto per partecipare a un gesto che ha un grande valore simbolico.
A tutti coloro che hanno pazientemente aspettato il loro turno diciamo il nostro grazie di cuore per aver partecipato a 24forchildren ma soprattutto per aver dato a tutti la possibilità di correre e nuotare, ai bambini in braccio ai papà, ai bambini da soli, ai nonni e alle nonne, ai diversamente abili, ai passeggini e alle carrozzine, e anche alle suore.

Abbiamo voluto far correre proprio tutti quest’anno, non solo gli atleti, e per non dire no a nessuno, indipendentemente dalla sua abilità, abbiamo accumulato un forte ritardo sulla tabella di marcia.
Eravamo certi che avreste capito, soprattutto guardando ai bambini come Alessandro. Genitori e figli che aspettano da tutta la vita una cura per la malattia.
La vostra partecipazione e la vostra attesa serviranno a sostenere i ricercatori dell’Istituto di Ricerca pediatrica, perché possano continuare il percorso che un giorno metterà la parola fine alle attese di tutti i piccoli malati e delle loro famiglie.



Articolo pubblicato: giovedì, 21 giugno 2012

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